Chi siamo

Siamo un gruppo di appassionati di tecnologia, del fai da te e del software libero. Ispirati dal progetto Ninux di Roma vogliamo realizzare anche a Firenze (e dintorni) una rete wireless libera da censure e di proprietà delle persone.

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  • Vieni ad una riunione del gruppo: gli incontri avvengono il Lunedì ogni 2 settimane presso la sede all'exfila (via Monsignor Leto Casini, 11, Firenze, mappa) alle ore 21.00.

    Pubblicato dalla facoltà di giurisprudenza di Trento un volume sulle reti wireless comunitarie

    A questo indirizzo è possibile scaricare un volume edito dalla facoltà di giurisprudenza di Trento contenente un’analisi di stampo politico e sociale delle reti wireless comunitarie.

    Il testo comprende anche un capitolo con un’analisi in particolare dell’esperienza italiana di Ninux con una serie di interviste condotte da alcuni autori ad attivisti di Ninux durante l’ultimo hackmeeting di Bologna.

    Una lettura complessa forse ma sicuramente da consigliare a chi fa della comunicazione il fulcro della propria attività politica e sociale.

    Fissate le date per il prossimo Wireless Battle of the Mesh

    Dopo una consultazione pubblica sono state fissate le date per il prossimo Wireless Battle of the Mesh, incontro delle comunità di sviluppatori di protocolli di reti ad-hoc come la nostra.

    L’incontro si terrà a Maribor, in Slovenia, dal 3 al 9 agosto 2015 presso il Dom Obrambe Pekre.

    Per maggiori informazioni: sito

    Resoconto riunione di lunedì 19 gennaio 2015

    • La riunione si è tenuta nella nostra vecchia stanza, dove si trova anche il nostro armadio, perché c’era un ottimo tavolo e un ancora migliore riscaldamento.

    • abbiamo la chiave della porta al secondo piano che porta al tetto per eventuali manutenzioni agli apparati del nodo bellanzer2. La chiave si trova dentro al nostro armadio.

    • abbiamo finalmente riacceso cenerentola con il corretto cavo di alimentazione. Le abbiamo anche cambiato la password di root. L’indirizzo è 10.150.22.100.

    • abbiamo dato il benvenuto alla nuova interessata Giulia, la quale ha un tetto, sul quale ha già messo un nodo potenziale, in una posizione probabilmente interessante sulle colline sopra al Girone: aspettiamo le sue fotografie.

      Le abbiamo anche estorto la promessa di dare un’occhiata ai nostri volantini visto che lavora nella grafica informatica.

    • abbiamo discusso dei due prossimi incontri: con la redazione de La Città Invisibile di lunedì 26 gennaio, alla quale proporremo sicuramente un altro articolo più pratico sul come realizzare un nodo.

      Con l’ARCI abbiamo dato come nostra disponibilità mercoledì 28 gennaio.

    Pubblicato il nostro articolo sul numero 12 della rivista La città invisibile

    La rivista on line La città invisibile ha pubblicato un nostro articolo di presentazione della nostra rete.

    Questo il testo:

    Ninux, una rete wireless comunitaria per le nostre città

    Presentazione

    Le reti che usiamo per comunicare e che vengono chiamate tutte insieme “internet” non sono di nostra proprietà. L’aspetto esteriore di democraticità delle reti è un’illusione che svanisce non appena si studia anche superficialmente come sono realizzate tecnicamente a partire dalla connessione casalinga o mobile che usiamo per connettersi.

    I recenti casi tanto pubblicizzati degli oscuramenti in Turchia e in alcuni paesi arabi tendono a farci dimenticare che anche in Europa e in Italia in particolare è facile censurare, sia da un punto di vista tecnico ma anche legale, quello che possiamo fare, leggere e guardare nel nostro privato.

    Questo può avvenire perché la proprietà dei mezzi di connessione che usiamo continuamente finisce sempre e comunque all’apparecchio (il “modem”, il cellulare) che teniamo in casa o in mano ma spesso anche nella nostra casa non siamo liberi di fare quel che ci pare perché i provider impongono limiti anche oltre l’apparecchio.

    Questo succede perché gli utenti, noi tutti, non siamo in alcun modo partecipi delle decisioni che realizzano la rete che usiamo. Da quando poi lo Stato si è sbarazzato del controllo delle compagnie telefoniche lasciando il controllo a fantomatici “Garanti”, le decisioni e le pratiche di queste compagnie rispettano necessità che sono tutt’altro rispetto alle nostre.

    In particolare esiste la questione decisiva della “net neutrality” della quale si sta parlando molto a livelli però assolutamente estranei al dibattito pubblico. Un altro esempio più dibattuto e conosciuto è il “digital divide”.

    Le reti comunitarie nascono proprio dall’esigenza di riappropriarsi degli strumenti che usiamo di modo che le pratiche di gestione siano frutto di decisioni il più possibile condivise dalla comunità di persone che usano in concreto questi strumenti: la rete che torna ad essere un bene comune da utilizzare a proprio vantaggio e non uno strumento di guadagno e di potere in mano a pochissimi.

    Ninux è una realizzazione di quest’idea che già funziona in Italia a Roma e in altri paesi europei come in Grecia, Germania e Catalogna. Da alcuni mesi anche a Firenze esiste una piccola rete che copre tutta la città.

    Come viene realizzata una rete comunitaria

    In pratica quello che viene realizzato è un collegamento fra abitazioni (ma anche sedi di associazioni o che altro) di modo che le risorse informatiche (computer, hard disk, connessioni, contenuti) possano essere condivise. In teoria questo collegamento potrebbe essere realizzato con molti mezzi ma in pratica il collegamento wireless, il comune wifi, risulta in assoluto il più conveniente come costi e facilità di realizzazione.

    La rete Ninux, come tutte le altre esperienze di questo tipo, si basa su collegamenti wifi in grado di coprire distanze da qualche centinaio di metri fino a qualche chilometro. Questo consente di distribuire traffico di dati in ambito cittadino con facilità e a basso costo.

    L’elemento fondamentale di base della rete è il “Nodo” costituto da un apparato (l’“antenna”), in genere piazzata sul tetto di casa, e da un piccolo router del tipo che usiamo per allacciarci ad internet che regola il traffico del nodo. Usando questi due apparati si realizza il collegamento fra le reti casalinghe dei due e per estensione fra tutti i nodi che realizzano la rete. Il nodo appartiene al singolo che ne è anche il gestore di modo che la proprietà della rete è quanto più possibile decentralizzata e non siano possibili posizioni predominanti.

    A questa rete chiunque può liberamente collegarsi nel rispetto di alcune norme che stabiliscono la possibilità per tutti gli aderenti di usare liberamente tutti i nodi della rete per far passare il proprio traffico e il divieto di modificare in qualsiasi modo il traffico in transito. Queste norme fanno sì che la sia rete libera da censure e controlli.

    Sulla base di questi principi a Firenze è nata da poco più di un anno l’esperienza di Ninux Firenze, che si estende su tutta la città e che è composta da una ventina di nodi. Anche in altre città sono state realizzate reti di questo tipo, Reggio Calabria, Pisa: Ninux Roma però è la più importante perché conta più di 250 nodi sviluppati in dieci anni di attività, cosa che l’ha rende di fatto l’esperienza guida per tutta Italia.

    All’interno della rete ognuno può scambiare file, documenti, musica e voce ma anche e soprattutto fornire servizi agli altri: a Firenze già sono in funzione un servizio meteo, un sito dove poter sfogliare documenti e cataloghi, uno strumento di diagnosi della rete ed è in fase sperimentale un servizio di comunicazione Voip e sta per essere attivato un servizio di streaming attraverso il quale ogni nodo può diffondere sulla rete contenuti audio e video.

    Gli strumenti per realizzare ed usufruire di questi servizi sono quelli che comunemente usiamo nell’“internet”: questo fa delle reti wireless comunitarie anche di spazi liberi per sperimentare ed imparare e condividendo saperi in un altro aspetto importante della comunità che provvede al sostentamento tecnico della rete.

    L’obiettivo è quello di realizzare una rete capillare e diffusa in tutta la città in modo che in ogni punto di essa ci possa essere un nodo raggiungibile a cui collegarsi. Questo sarà possibile solo attraverso contributi tecnici e contributi di contenuti e servizi che provengono dai componenti la comunità Ninux: se ho un bisogno, cerco nella comunità qualcuno in grado di collaborare con me alla soddisfazione di quel bisogno.

    Altre esperienze

    Reti wireless comunitarie molto importanti sono AWNW la rete di Atene che conta migliaia di nodi, Guifi la rete della Catalogna che conta decine di migliaia di nodi e la rete Freifunk diffusa in tutta la Germania.

    Contatti

    Il sito web di Ninux Firenze http://firenze.ninux.org

    Ringraziamo la redazione della rivista e auspichiamo che questo articolo sia il primo di una collaborazione

    Resoconto riunione di lunedì 5 gennaio 2015

    La prima riunione dell’anno si è tenuta sotto il segno di buoni auspici:

    • abbiamo salutato Tiziano, un nuovo interessato che ci ha conosciuti dal calendario del cambiamento e che ha approfittato della riunione per aggiungere il proprio nodo potenziale al map server. Abbiamo anche parlato della possibilità di pubblicare un articolo sulla nostra rete sulla rivista online La città invisibile;

    • abbiamo sistemato i passi “burocratici” per poter attivare il nodo gordigiani1 che dovrebbe così entrare all’interno della rete nei prossimi giorni

    • abbiamo cercato di analizzare il Problema del VOIP ma con scarsi risultati